Pessime abitudini degli allevatori...

Il mondo degli allevatori si compone di varie categorie di persone, non sta a me etichettarle o tantomeno giudicarle, ma colgo l'occasione per denunciare certe pratiche che considero dannose per gli animali stessi.

In particolare mi riferisco all'uso spropositato di medicinali, spesso forniti a caso e seguendo l'esempio dell'amico dell'amico che ha avuto una caso simile in allevamento.

Partiamo dal presupposto che gli animali sopravvivono in natura senza l'ausilio di niente che non sia cibo o acqua, non posso ovviamente pretendere che ciò accada anche in allevamento.

E' giusto, nel caso un soggetto sia malato o debilitato, aiutarlo e fornirgli le cure necessarie. Ma questa terapia non può essere decisa da sè, la cosa giusta è portare l'animale dal veterinario, farlo visitare, pagare la parcella, andare in farmacia, pagare i medicinali, fornirli nella maniera corretta e sperare che facciano effetto.

Io personalmente non lo faccio perchè una trafila del genere probabilmente mi costerà come il valore del piccolo uccelletto moltiplicato per 5. Inoltre manterrò un soggetto debole, di certo non adatto a dare vita ad una linea di soggetti sani e rustici, come piacciono a me. Io in quel caso mi limito a isolare il soggetto debilitato, alimentarlo bene magari aggiungendo vitamine o integrazioni alimentari, poi sta ad esso ripartire e guarire. 

Ma non posso di certo dire che chi segue la prima procedura citata sbaglia, anzi fa le cose nel modo più corretto possibile.

Il problema è che solitamente l'allevatore medio che si trova con un soggetto fuori forma si limita a usare farmaci consigliati dagli amici, con totale assenza di diagnosi corretta e di consocenza dei medicnali autoprescitti.

Peggio, molto peggio, è il caso di quegli allevatori che forniscono ai loro soggetti antibiotici in via preventiva. Essi non faranno altro che favorire la comparsa e la proliferazione di batteri resistenti agli antibiotici stessi.

Spesso la cosiddetta cura pre-cova non è altro che la fornitura i propri soggetti di antibiotici a largo spettro per aver soggetti in forma durante il periodo riproduttivo. Questo porta ad avere in commercio sempre più spesso soggetti deboli e cagionevoli.

Addirittura ho parlato personalmente con allevatori che pur di avere animali che vanno quasi "contro natura" (andate a vedere una foto del canarino gibber e capirete di cosa sto parlando) li tengono in vita solo grazie a questi espedienti artificiali. 

Che dire, contenti loro contenti tutti, non sono di certo uno di quelli che dice che non rispettano gli animali, perchè magari anche io potrei essere visto così per altri svariati motivi.

Dico che comunque il modo di allevare di questa gente è distante anni luce dal mio, e che piuttosto di fare una cosa del genere, smetto di allevare.