Riproduzione

Per gli avicoli può avvenire in tre modi:

 

  • in purezza: la gallina, dopo aver chiuso il proprio ciclo di deposizione, si “acchioccia” e inizia a covare. E’ la soluzione preferibile dal mio punto di vista, in quanto una specie che non si cova le proprie uova dovrebbe essere destinata a scomparire se privata del sostegno dell’uomo. Però non tutte le razze covano, per esempio razze magari selezionate per la produzione di uova hanno visto i soggetti covatori “tagliati” dalla linea selettiva in quanto nel periodo di cova e svezzamento dei pulcini non avrebbero prodotto uova. Anche all’interno della stessa razza, logicamente ci sono soggetti più portati e altri meno, dipende dalle condizioni ambientali e dalla tranquillità che si riesce a dare ai polli stessi. Covatrici per eccellenza sono le razze nane, di cui parleremo al punto 2.
  • mediante l’ausilio di nanette covatrici: le uova vengono tolte dai nidi delle razze che si vogliono riprodurre, e vengono messe a incubare sotto alle nanette, ovviamente dopo che si sono acchiocciate. E’ un buon compromesso, secondo me visto che comunque i pulcini nascono sotto ad una mamma “naturale” e quindi ricevono l’imprinting (soprattutto se poi alla mamma viene data la possibilità di accudire i suoi figli adottivi) che, a mio parere, sarà un punto a favore in più per un futuro acchiocciamento delle femmine. I pulcini poi uso lasciarli con la madre fino al 30° giorno circa, quando sono sufficientemente svezzati per stare da soli, quando la madre inizia a disinteressarsi a loro e inizia un nuovo ciclo di deposizione.
  • con l’incubatrice: si inseriscono le uova in questo marchingegno che dopo 22 giorni sforna i pulcini. E’ comodissima in quanto richiede poca manutenzione (più evoluta è meno manodopera richiede), può essere azionata quando si vuole, può covare quante uova si vuole (ovviamente dipende dalla sua grandezza). Però io non l’ho mai usata e non credo che ne farò uso. Sono per le cose più naturali e caserecce, con tutti i pro e contro che esse portano con sé.